STAY COOL. BE SOCIAL.

martedì 29 novembre 2016

Al Museo della Città e del Territorio di Corato, la mostra collettiva "DIALOGUE", a cura di Alexander Larrarte.


DIALOGUE
Mostra collettiva

Museo della Città e del Territorio - Corato (BA)
16 dicembre 2016 – 29 gennaio 2017

Inaugurazione mostra: venerdì 16 dicembre 2016, ore 19.30

Raffaele Fiorella, Leandro Summo e Alessandro Vangi “dialogano” con il museo con differenti pratiche artistiche che si appropriano degli spazi attraverso storie, narrazioni e immagini catturate in contesti diversi. Per il curatore Alexander Larrarte la mostra è “figlia della realtà contemporanea”.

L’ex Carcere Mandamentale di Corato, ora sede del Museo della Città e del Territorio, diventa terreno di ricerca e scena di un'indagine aperta e in progress sul rapporto tra arte e spazio espositivo e su come la funzione di entrambe si intrecci al territorio e alla "socialità" dell'arte. Dal 16 dicembre al 29 gennaio prossimo il Museo di Corato ospita “DIALOGUE”, mostra collettiva di Raffaele Fiorella, Leandro Summo e Alessandro Vangi a cura di Alexander Larrarte e realizzata in collaborazione con la Società Cooperativa Sistema Museo, CoArt Gallery e con il patrocinio del Comune di Corato. La mostra sarà inaugurata venerdì 16 dicembre alle ore 19.30.

La mostra sperimenta un nuovo rapporto contenitore/contenuto, un dialogo tra la prima destinazione d’uso dello spazio, l’attuale collezione permanente del Museo e interventi site-specific dove le barriere linguistiche, i medium, il video, la pittura, la scultura, l’installazione smettono di essere campi separati e tutto concorre alla destinazione di un senso negli occhi di chi osserva. E allora, l'arte dialoga con i suoi abitanti e frequentatori, si interroga sulla sua funzione e pone al contempo domande. Se Raffaele Fiorella muove scene in “equilibrio” tra realtà e finzione, Leandro Summo e Alessandro Vangi danno luce e voce alle sale del Museo. Differenti le pratiche artistiche che si appropriano degli spazi con storie, narrazioni e immagini catturate in contesti diversi.

Per il curatore della mostra Alexander Larrarte: “Dialogue è figlia della realtà contemporanea dove tutti siamo invitati ad essere testimoni dei grandi cambiamenti e delle profonde contraddizioni del nostro tempo. La crisi economica, le guerre, gli attentati e le catastrofi naturali disegnano un futuro incerto e contribuiscono ad alimentare un senso di fragilità e incertezza dell’uomo contemporaneo. Questo continuo clima di cambiamento, di frammentazione culturale e ideologica ispira gli artisti alla realizzazione di opere con una continua ibridazione fra tecniche diverse e con una decisa forza espressiva. Gli artisti riattivano le forme abitandole: gli spazi, le sale di questo Museo, in origine luogo del vissuto quotidiano nell’espiazione di una pena, ora dimora della storia di una comunità, divengono scenario di un atto sperimentale, di un tentativo di dialogo tra arte e vita con la volontà di eliminare il limite che le separa”.
Raffaele Fiorella
Per informazioni:
Museo della Città e del Territorio di Corato
Via Trilussa n. 10 – 70033 Corato (BA)
Orari: martedì, giovedì, sabato ore 17.30-20.30
mercoledì e venerdì ore 9.30-12.30; domenica ore 10.00-12.00/17.30-20.30
Tel./Fax 080.8720732 - corato@sistemamuseo.it

IAT (Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica)
Piazza Sedile n. 45 – 70033 Corato (BA)
Orari: dal giovedì al lunedì 10.00-12.00/18.00-20.00          
Chiuso il martedì pomeriggio e l’intera giornata di mercoledì.
Tel./Fax: 080.8720861


Alla galleria Civica di Campione d’Italia la mostra “Tesori del Nord e delle altre provincie russe”. In esposizione 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler e da alcune importanti collezioni private.


Tesori del Nord e delle altre province russe
Icone del XVI - inizio XIX secolo dalla Collezione Orler e da altre collezioni private
A cura di Levon Nersesyan e Migena Hajdari
Galleria civica san Zenone
Piazzale Maestri Campionesi - Campione d’Italia (CO)
Inaugurazione 10 dicembre ore 16
10 dicembre 2016 - 15 gennaio 2017


Dal 10 dicembre alla galleria Civica di Campione d’Italia ospiterà la mostra “Tesori del Nord e delle altre provincie russe”, che vedrà l’esposizione di 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler con sede a Marcon (Venezia) e da alcune importanti collezioni private. Nel complesso le opere esposte coprono un arco cronologico che va dal XVI al XIX secolo, con tavole provenienti per lo più dai centri iconografici della Russia settentrionale (Cholmogory, Kargopol’, dalla regione del fiume Onega, Vyg, Belosersk, Ustiug la Grande dalla regione di Vologda) ma anche dalla Russia centrale, dalla regione del Volga, da quella di Yaroslavl’ fino ad arrivare a quella degli Urali con Neviansk.
Tra l’interessante campione di opere esposte, riveste una particolare importanza scientifica anche la presenza di una icona raffigurante il tema della “Resurrezione - Discesa agli Inferi” della prima metà del XVII secolo proveniente da  Sol’vycegodsk, a quel tempo possedimento della famosa famiglia di mercanti e imprenditori Stroganov.
Perché proprio i “Tesori del Nord”, perché proprio le icone provenienti da questi remoti, isolati e talvolta inospitali aree della Russia settentrionale? La risposta a queste domande la si ha leggendo la presentazione di Gabriele Orler, titolare della ditta omonima e curatore della mostra: “Sono tornato di recente da un viaggio che mi ha portato a visitare alcuni suggestivi villaggi e alcune più grandi città del vasto Nord della Russia. Luoghi carichi di spiritualità, dove il passato risplende ancora oggi, regalandoci gli scorci e le emozioni più intense. Nel mio itinerario, ho avuto modo di incontrare isolati monasteri, piccoli paesi con le tipiche case dai colori variopinti che si affacciano nei fiumi, semplici chiesette di legno, vedute mozzafiato dai campanili, arabeschi di nuvole che sembrano rubare l’azzurro del cielo... Tutto questo trattengo, come ricordo ed emozione indelebili, nel mio cuore, oltre ai tesori custoditi in musei magari poco noti eppure scrigni della "vera bellezza", ovvero le meravigliose icone. Sono queste le immagini che porterò sempre con me e che mi hanno arricchito enormemente. Ma la cosa che maggiormente ho percepito, lungo il mio cammino, è stata la purezza… È nell'aria, la si può “avvertire” in ogni cosa; persino nei silenzi… Perché la Russia, e il suo Nord non meno che altri luoghi, serbano intatte oasi che invitano alla riflessione, alla meditazione, alla preghiera. E generano viva una sensazione di pace, di estasi divina che pervade la nostra anima, fa pulsare il nostro cuore e ci avvicina a Dio.”


“Le più antiche opere d’arte sacra nella Russia -ricorda il responsabile scientifico della mostra Levon Neserjan- furono realizzate, com’è noto, sotto l’influsso di Bisanzio e sovente con la diretta partecipazione di maestri greci. Tuttavia, fin dalla seconda meta del XIII secolo, quando dopo l’invasione dei tataro-mongoli i legami tradizionali con Bisanzio per qualche tempo si indebolirono, la pittura russa di icone cominciò ad acquistare dei propri lineamenti caratteristici, ben riconoscibili. Proprio in questo periodo presero avvio centri artistici locali come Novgorod, Pskov e Rostov la Grande. Poco più tardi, alla fine del XIV secolo, anche Mosca e Tver’ si presentarono come centri artistici autonomi. Al XIV - XV secolo appartengono le più antiche icone provenienti dal Nord russo, una sconfinata regione comprendente la regione costiera del mar Bianco come pure i territori del bacino dei fiumi che vi si gettano, l’Onega, la Dvina Settentrionale, la Pinega, la Mezen’ e la Vycegda.
E ancora, dalle parole dello studioso russo: “Data l’esistenza di due principali vie di colonizzazione del Nord russo, provenienti da Novgorod e dalle terre di Rostov e Jaroslavl’, le poche icone settentrionali del XIV -XV secolo conservatesi fino a oggi possono essere ascritte senza difficoltà alle due rispettive tradizioni artistiche di Novgorod e della Russia Centrale. Forse, parte di esse era stata dipinta direttamente a Novgorod e nei centri artistici della Russia Centrale, ma la semplificazione delle tecniche artistiche che si osserva in varie opere consente di ipotizzare che fin da quest’epoca nel Nord russo esistessero delle botteghe artistiche più o meno autonome. In tali botteghe, probabilmente, si dipingevano icone per le prime chiese dei monasteri e le poche chiese parrocchiali del territorio. La fioritura della pittura di icone nel Nord e il processo di formazione delle sue peculiarità iconografiche e artistiche si situano nell’epoca del tardo Medioevo, nel XVI-XVII secolo. Questo fenomeno venne favorito dallo sviluppo economico delle terre costiere e del loro entroterra, la cui importanza in questo periodo non era più determinata semplicemente dalle ricche risorse naturali, ma anche dalle grandi vie commerciali che attraversavano questi territori.”
Insieme a botteghe locali, che almeno dalla meta del XVI secolo operarono attivamente a Vologda, Kargopol’, Cholmogory, e poi anche ad Archangel’sk, importanti centri di pittura di icone furono anche i principali monasteri del Nord, alle Solovki, le comunità di sant’Antonij di Sijsk, dell’Esaltazione della croce a Kij e altre ancora, dove in questa attività erano impegnati monaci, servi del monastero e pellegrini. Sempre dalla prefazione di Levon Neserjan al catalogo della mostra si ricava che: “Pur mancando una formazione professionale come quella esistente nella capitale, nelle botteghe di queste città e monasteri furono dipinte opere di indubbio talento, che colpiscono ancor oggi per la loro intensa e a volte ingenua espressività, e per l’originalità artistica. Gli iconografi che lavoravano in città, in particolare a Kargopol’ e Cholmogory, eseguivano anche opere destinate a chiese rurali, costruite per iniziativa delle parrocchie locali. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le icone per queste chiese venivano dipinte dai contadini stessi, alcuni dei quali conoscevano i rudimenti del mestiere di iconografo e non di rado se li trasmettevano di padre in figlio. Questi artigiani semiprofessionali erano abbastanza numerosi, e proprio essi costituivano la massa principale degli iconografi settentrionali: questo spiega, da un lato, l’evidente semplificazione delle tecniche tradizionali, e dall’altro l’apparire di originali peculiarità iconografiche e di soluzioni artistiche insolite ma generalmente molto efficaci. Un certo isolamento e la trasmissione dei segreti del mestiere di padre in figlio contribuivano a serbare e a fissare gli elementi caratteristici, cosa che talvolta (in particolare nella pittura di icone di epoca più tarda), consente di distinguere l’arte delle singole regioni settentrionali – i territori dell’Onega, di Kargopol’, Vologda e Beloozero, del mar Bianco e cosi via. Non si può dire, tuttavia, che queste regioni conducessero un’esistenza completamente separata dagli altri centri artistici. La pittura russa di icone del XVI-XVII secolo e l’arte di un grande Stato centralizzato, in cui gli impulsi artistici provenienti dalla capitale svolgevano un ruolo fondamentale.

INFO
Galleria civica san Zenone
Piazzale Maestri Campionesi - Campione d’Italia (CO)
Inaugurazione 10 dicembre ore 16
10 dicembre 2016 - 15 gennaio 2017
orari:
sab. 10.00-13.00 / 14.00-17.00 - dom. e festivi 10.00-13.00 / 14.00-17.00
lun. mer. ven. 9.00-13.00  -  mar. giov. 9.00-13.00 / 14.30-17.30

info@collezioneorler.it
(+39)0414567816 / +41916419141
galleriacivicasanzenone@gmail.com
+41 91 649 84 19
Comunicato stampa a cura Frattura Scomposta
info@fratturascomposta.it - www.fratturascomposta.it
www.facebook.com/fratturascompostamagazine/

Alla Galleria Aqua Art Gallery di terracina, la mostra collettiva di 20 giovani artisti.


Venti Artisti espongono per il periodo natalizio nella galleria  Aqua  Art  Gallery Corso Anita  Garibaldi,  84  nel suggestivo Centro Storico di  Terracina  (LT).
La Galleria inaugurata lo scorso 18 Giugno prosegue nel progetto di far convivere Arte e Design, proponendo Artisti e Designers  tra i più rappresentativi nel panorama Italiano.
Le opere esposte, realizzate con diverse tecniche artistiche, spaziano  dalla poesia visiva di  Tomaso Binga  alle creazioni con materiale di recupero di  Alecci e Di Paola,  alle serigrafie di Tommaso Cascella, alle ceramiche di Riccardo Monachesi  alle opere su carta di  Nora Kersh,  Primarosa Cesarini Sforza, Franco Cenci, Luigi Battisti, Maria Teresa Romitelli, Bebi Spina, Virginia Ryan, Simone Pontecorvo, Gianluca Esposito, Silvia Stucky, Lea Contestabile, Andrea Neri, Bruno Aller, alle creazioni in neoprene di Rosanna Contadini alle spugne di Alberto Parres.
I Venti espongono con l’intento di offrire la possibilità ai frequentatori della Galleria, di fare o farsi un dono natalizio di buon gusto cultura originalità ad un costo, esclusivamente per questo evento, che non supera i 200 euro.
L’obiettivo è anche quello di devolvere parte del ricavato ai bambini delle zone terremotate.







Inaugurazione:        Sabato 3 Dicembre       ore  18.00 - 20.00
Periodo esposizione:       dal 3 Dicembre 2016  al   7 Gennaio 2017
Aqua Art Gallery   Corso Anita Garibaldi nr. 84   04019 Terracina  (LT)
infoaquaartgallery@gmail.com    | tel. +39 3332592044    
                 

lunedì 28 novembre 2016

RadioRai3 ricorda il poeta Alfonso Gatto a 40 anni dalla morte con il ciclo di TreSoldi curato da Francesca Bellino.

RadioRai3 ricorda il poeta Alfonso Gatto a 40 anni dalla morte
con il ciclo di TreSoldi curato da Francesca Bellino
“Salerno e il poeta con la valigia”

Dal 28 novembre al 2 dicembre
Ore 19.50

RadioRai3 ricorda il poeta Alfonso Gatto a 40 anni dalla morte con il ciclo di TreSoldi curato dalla giornalista e scrittrice Francesca Bellino “Salerno e il poeta con la valigia - Alfonso Gatto nella sua città” in onda dal 28 novembre al 2 dicembre alle 19.50.
La poesia di Alfonso Gatto è nata nel rione Fornelle, a Salerno. Qui ha scritto la sua prima poesia “in una stanza diroccata” a pochi passi dal mare e da qui comincia il nostro viaggio nella storia che lega il “poeta con la valigia” a Salerno, città da cui si è sentito costretto a partire a 20 anni come “tutti i giovani d’immaginazione e di fantasia del Sud”.
Alfonso Gatto, uno dei maggiori esponenti dell’ermetismo italiano - scomparso in un incidente stradale -, ha abitato tante città, da Napoli a Milano, da Firenze a Roma, da Trieste a Bologna, ha fatto lunghi soggiorni a Venezia, ha viaggiato tra la Sicilia, la Sardegna e diversi paesi esteri, ma Salerno rappresentò sempre la sua patria, quel luogo ancestrale da cui “voler partire e voler restare insieme”. 
Oggi le Fornelle, rione popolare tra i più antichi della città, è stato trasformato dal progetto di poesia “Muri d’autore” realizzato dalla Fondazione Alfonso Gatto ed è diventato meta di turismo non solo per chi vuole conoscere i luoghi gattiani ed è anche la prima tappa dell’autrice. 

 
Tra le voci raccolte alle Fornelle troviamo l’artista Pino Roscigno, in arte Greenpino, e il poeta Valeriano Forte, direttore artistico e direttore progettuale dell’iniziativa, ma anche quelle degli abitanti del rione, di chi guida i turisti curiosi di passaggio per Salerno per il suo tirocinio all’Università come Mario Venezia, di giovani poeti come Alfredo Mercurio che hanno fatto tesoro dell’eredità di Gatto, di giornalisti come Marcello Napoli che custodisce vecchie fotografie in bianco e nero del poeta mai esposte.
Sentiremo le voci anche di esponenti della famiglia Gatto residenti a Salerno - il nipote Filippo Trotta, figlio della primogenita del poeta, Paola, e oggi presidente della Fondazione Alfonso Gatto, e la nipote Maria Teresa, figlia di Nicola, primo fratello del poeta – e della sua famiglia simbolica, ossia il gruppo di giovani che nel 1963 lanciò la proposta di un riconoscimento pubblico al poeta di Salerno accolta dal sindaco dell’epoca, Alfonso Menna, diventati suoi amici fedeli nell’ultima parte della sua vita.
Sono Lelio Schiavone, direttore della Galleria d’arte Il Catalogo, il pittore Mario Carotenuto e il medico Bruno Fontana che ci dona una poesia inedita di Gatto, senza titolo, scritta il 19 gennaio 1969 nello suo studio mentre il medico lo ritraeva.
Tra i giovani che hanno valorizzato l’eredità di Gatto incontriamo anche i musicisti brasiliani Moreno Veloso, figlio di Caetano, e Pedro Sà, che hanno portato in musica alcune sue poesie tradotte in portoghese.


regia di Ornella Bellucci

un programma di Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Lorenzo Pavolini, Elisabetta Parisi



East Market Milano: Tre date a dicembre per un Natale tutto vintage.

Torna l’appuntamento natalizio con East Market, il mercatino delle pulci milanese dedicato ai privati dove tutti possono vendere, comprare e scambiare. Solo per questo mese tre speciali appuntamenti natalizi domenica 4, sabato 17 e domenica 18 dicembre. A grande richiesta del pubblico e degli espositori, che nel periodo natalizio sono alla ricerca di un'idea regalo, di oggetti introvabili, di articoli particolari per una collezione, per hobby o per lavoro, il mercatino si allunga di due giorni.
250 espositori provenienti da tutta Italia, sempre scrupolosamente selezionati dallo staff di East Market con le loro migliaia di oggetti dal vintage al riciclo, dalle rarità al modernariato animano e colorano gli oltre 6000 mq espositivi dell'ex fabbrica di Lambrate.
Nella nuova area di via Massimiano saranno ospitati gli espositori di design e handmade, nel cortile antistante, invece, ci sarà East Market Art Department, la sezione dedicata al mondo della street art. Nel suggestivo scenario di archeologia industriale, cinque artisti avranno a disposizione un muro dell'ex area industriale su cui potranno esprimersi liberamente disegnando e creando dal vivo le loro opere, usando pennarelli, acrilici e vernici, dando libero sfogo a diversi stili e idee.
Questo mese, poi, una speciale Vinyl Area con 14 collezionisti che esporranno e venderanno migliaia di pezzi originali di LP a 33 giri, 45 giri, picture disc e rarità dal rock al rap, dal jazz al pop.
East Market è diventato must per i milanesi e non solo. Ispirandosi ai mercati dell’East London, si propone come un connubio di moda, fai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica.
Tra gli espositori segnaliamo Anna Maria Agozzino, che porterà la sua vasta collezione di oggetti, in particolare centinaia di modelli di macchinine giocattolo. Luisona Market, invece, espone e vende oggetti d’arredo, lampade, sedie, accessori, tutto il meglio del vintage nel miglior stile East Market. Wintage di Franco Ricciardello è specializzato in lampade realizzate con oggetti di riciclo come ventilatori, pezzi di ricambio di auto e molto altro ancora. Paolo Filipponi è un vero esperto del modo motociclistico e porta una vasta gamma di articoli dal mondo delle due ruote: dalle tabelle smaltate ai caschi vintage, dai poster ai manuali originali e depliant dell’epoca.
Non mancherà poi l'East Market Diner: il nuovo spazio food e beverage interno firmato e gestito dallo staff di East Market. Il Diner propone un'offerta culinaria internazionale: dai ravioli cinesi e giapponesi al vapore ai tacos di pollo, dall'hawaiian sashimi ai burger e hot dog più gustosi e il tipico "jerk chicken" jamaicano.
Tra le attrazioni di questa edizione non mancherà la speciale Game Zone a cura dell'espositore e collezionista Mario Festa, il Braid Bar (uno speciale corner dedicato al look, dove sarà possibile farsi acconciare con le mitiche treccine hip hop, cult assoluto degli Anni '90) e i consueti dj set.



Domenica 4, sabato 17 e domenica 18 dicembre
dalle 10 alle 21
Via Privata Giovanni Ventura, 14 – Milano
Ingresso Libero
Infoline 3920430853

Conferenza stampa di presentazione del FESTIVAL EXISTER_16 IX Edizione | #DANCE_FREEDOM


Venerdì 2 Dicembre 2016, ore 12.00 - Sala Stampa di Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano
 Conferenza stampa di presentazione del

FESTIVAL EXISTER_16  
IX Edizione | #DANCE_FREEDOM
13 > 18 dicembre 2016
Triennale di Milano/Teatro dell’Arte
Interverranno:
Filippo Del Corno
Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Annamaria Onetti
Direttrice Artistica Festival Exister
Severino Salvemini
Presidente Teatro dell’Arte

Davide D'Antonio
Presidente Associazione Etre
Luca Marchiori
Progetto Way/Etre





RSVP
UFFICIO STAMPA Festival Exister
Veronica Pitea: cell. 3398881527 | veronica.pitea@gmail.com

UFFICIO STAMPA CRT Teatro dell’Arte|Triennale di Milano                                     Elisabetta Lapadula: T. 02-72434231 | elisabetta.lapadula@triennale.org

venerdì 25 novembre 2016

Il racconto di Natale. Al Teatro Elfo Puccini di Milano, Ferdinando Bruni legge Charles Dickens.


29 novembre/11 dicembre  | Sala Bausch

Ferdinando Bruni legge Charles Dickens

Il racconto di Natale
disegni di Ferdinando Bruni
produzione Teatro dell’Elfo
prima nazionale


In questo piccolo libro di spiriti ho cercato di evocare lo spirito di un’idea, che non porterà malumore ai miei lettori né verso se stessi, né l’uno verso l’altro, né verso l’anno, e neanche verso di me. Che esso possa visitare con piacevolezza le loro case, e che nessuno si auguri di esorcizzarlo.
Il loro fedele e umile amico C.D., dicembre 1843
(Prefazione Un Canto di Natale)

È la vigilia di Natale, ma per l’usuraio Ebenezer Scrooge è un giorno come un altro: né i canti, né i sorrisi scalfiscono il suo cuore di ghiaccio. Durante quella notte però riceve delle visite straordinarie e sconvolgenti: gli appaiono i tre spiriti del Natale (passato, presente e futuro) preceduti dal fantasma del suo vecchio socio, Jacob Marley, condannato a vagare trascinando la lunga catena dei suoi errori, consapevole di aver sprecato la vita. Scrooge rischia la stessa fine dell’amico e questa terribile eventualità fa scattare in lui il cambiamento: la volontà di donare al prossimo se stesso e i propri averi, di tornare ad apprezzare la vita.
Ferdinando Bruni, riprendendo il filone iniziato nel 2015 con Il fantasma di Canterville, mette in scena e disegna Il racconto di Natale in forma di one man show, in un’atmosfera sospesa tra sogno e allucinazione, accompagnato dalle proiezioni di una moderna lanterna magica.

«Un piccolo gioiello che Dickens compone a trentun anni. (…) La preziosità del testo è evidente e percepibile a “strati”: quelli esposti allo sguardo, relativi alla storia narrata e alla sua articolazione; quelli celati alla vista, frutto di una ricerca artistica condotta su piani distinti che alla fine convergono, linee di percorsi autonomi che si chiudono tutti sullo stesso punto. Come in Shakespeare. La storia è semplice nella sua ossatura, ingenua perfino, leggibile come una delle tante fiabe dickensiane, dove le forze negative e ostacolanti risultano infine sconfitte dagli agenti benefici.
(…) Ma tutt’altro che semplice è il modo attraverso il quale la storia si dipana. (…) Scrooge si presenta al lettore in tutta la sua violenza ideologica, in tutta la sua chiusura a qualsiasi stimolo sentimentale; (…) Marley apre la porta agli spettri che lo condurranno a guardare dentro se stesso, e il lettore a penetrare nell’oscurità del racconto. Oscurità non solo intrinseca al tema delle ombre, ma determinata anche dalla complessità della struttura temporale, lungo la quale si snodano i non problematici episodi della vita di Scrooge»
Maria Sestito
(dall’introduzione a Charles Dickens, Un canto di Natale, Letteratura universale Marsilio)


________________________________________________________________________
ELFO PUCCINI, SALA BAUSCH, corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì-sabato ore 19:30 / domenica ore 15:30 - Info e prenotazioni 02/0066.06.06 - www.elfo.org – PREZZI: Intero 32.50 € - Martedì 21.50 € - Ridotto giovani e anziani 17 €