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sabato 29 aprile 2017

ENKIDU. Tre giornate di cultura selvatica a Bologna dal 5 al 7 maggio 2017.


Dal 5 al 7 maggio 2017, al Costarena di Bologna, in via Azzogardino 48 si svolgerà la seconda edizione di ENKIDU, tre giornate di cultura selvatica che quest’anno esplorano il nesso aleatorio tra libri e lato selvatico. Poeti, autori, artisti, performers, critici, editori, antropologi, paesaggisti, declineranno a modo loro questo tema, per riaprire un problema politico che ci riguarda dai granai di Uruk: che cosa fare per non vivere qui, adesso, in una terra brutalmente addomesticata? Un paradosso, forse, perché si tratta di fare entrare un universo inumano, incomunicabile, nell’oggetto culturale per eccellenza. In che modo la selvatichezza può essere traghettata, ingabbiata, fatta esplodere tra le pagine di un libro? In che misura un libro può portare la wilderness dove non c’è?

Con Andree Bella, Giuliano Bressa, Campobase, Andrea Facchi – Collettiva Geologika, Simone Ghiaroni, Francesco Gori, Katia Kuo, Anna Lambertini, Rocco Lombardi, Claudia Losi, Spiros Maresca, Pietro Motisi, Orfeo Pagnani, Michela Pasquali, Serena Porrati, Antonio Portanova, Antonia Santopietro, Filippo Scozzari. Partner culturali: Architettura del paesaggio, Armillaria, Disappear, Exòrma, Linaria, Walden, ZEST Letteratura sostenibile.

ENKIDU, 5, 6, 7 maggio 2017, Costarena, via Azzogardino 48, Bologna
Organizzazione di Maurizio Corrado e Matteo Meschiari, in collaborazione con Centro Costa, Associazione Parco Museale della Val di Zena, Museo della Preistoria Luigi Donini.
VENERDI 5 | Tale Shelter. Da pomeriggio a sera, letture, performance, laboratori di selce scheggiata e accensione del fuoco, body music, narrazioni. Il nostro vino. Pleistocena.
SABATO 6 | Talk Ring. Giornata di studio, discussione, approfondimento, con critici, editori, lettori. Musk Deer, il nostro cocktail dedicato. All’imbrunire, performance.
DOMENICA 7 | Walkabout. Esercizi camminati sui colli bolognesi (zen, fox walking, walking art).


Ipotesi di lavoro. Natura e paesaggio sono categorie troppo umane, sono concetti-specchio che usiamo per rassodare la nostra identità traballante. Wilderness e selvatichezza non sono categorie complementari, dialettiche, parallele. Sono così "altre", così "lontane" da non servire al giochetto dell’io. Non uno specchio, dunque, ma un antispecchio. Sono l'antimateria. Il non riducibile alla chiacchiera umana. Sono una "massa mancante". L’ipotesi di Enkidu è provocare una discussione su questa inumanità dello spazio e della materia. Mai riducibile. Mai addomesticabile. 


ENKIDU 2017
Calendario

Venerdì 5 maggio, Tale Shelter
dalle ore 16

Corpo ritmico e paesaggio sonoro, seminario esperienziale
Spiros Maresca

Incontro con Filippo Scozzari

Futurismo paleolitico
Francesco Gori

Campobase – Matteo Meschiari, Maurizio Corrado
Con accensione del fuoco e laboratorio di scheggiatura della selce a cura di Carlo Pagani

Ore 20,30
Pleistocena


Sabato 6 maggio, Talk Ring
Ore 10

Mani selvagge. Impronte nelle caverne e nelle classi
Simone Ghiaroni

Walden. Editoria di frontiera nell'epoca del web
Antonio Portanova

Urban wilderness e progetto di spazi aperti. Esplorazioni nei paesaggi contemporanei
Anna Lambertini

Ora so cos’è il mare. Fremiti di paesaggio nella scrittura di Goliarda Sapienza
Andree Bella

Ore 15,30

Nietzsche a Torino
Serena Porrati

Resoconto di frattura da un viaggio in Nepal. Come il monsone delle colline può corrompere un eurocentrico dal passo corto e restituirgli una casa
Orfeo Pagnani

Letteratura e paesaggio, quali convergenze nella narrazione. Una lettura di "Tre racconti" di Anton Čechov
Antonia Santopietro

Arte e wilderness, un’antitesi o un binomio possibile?
Michela Pasquali

All’imbrunire

Dress Shamanic Code, Fashion performance
Katia Kuo

Adam Adam, Terra cruda performance
Andrea Facchi Collettiva Geologika


Espongono Rocco Lombardi, Claudia Losi, Juan Miguel Almendro
Enkidu objects, Disappear di Pietro Motisi
Spazio libri a cura di Giuliano Bressa

Domenica 7 maggio, Walkabout
Esercizi camminati sui colli bolognesi (zen, fox walking, walking art) con Matteo Meschiari.
Ritrovo ore 12, via Zena 67, Trattoria al Botteghino. A Gorgognano è previsto un buffet a offerta libera.

All'Elfo Puccini di Milano, dal 2 al 21 maggio, in scena "Una serie di stravaganti vicende", un omaggio a Edgar Allan Poe, scritto, diretto e illustrato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.



2/21 maggio | sala Fassbinder

UNA SERIE DI STRAVAGANTI VICENDE
Un omaggio a Edgar Allan Poe
scritto, diretto e illustrato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni
musiche originali di Teho Teardo
produzione Teatro dell’Elfo
prima nazionale


Teatro e poesia. Un binomio che Ferdinando Bruni ha già sperimentato con spettacoli rimasti nella memoria di molti spettatori e che torna in questo omaggio dedicato a Edgar Allan Poe, alla sua figura tragica e affascinante che ha ispirato tanta letteratura e tanto cinema.

«Ci sono esistenze che, a un certo punto, si accorgono che una sola vita non basta», spiegano Bruni e Frongia raccontando la genesi di questo nuovo spettacolo. «Persone che trascendono la propria epoca e contaminano con la loro opera le generazioni successive. Gli scritti di Edgar Allan Poe hanno questa capacità miracolosa, ci hanno affascinati proprio  per questa loro qualità magica: chi li legge entra in un gorgo in cui piano piano tutti i sensi sono chiamati a reagire e ci si trova, quasi senza averlo deciso, ad esplorare zone della propria mente dove l’ombra è più fitta, ad aprire porte che non si aveva il coraggio di considerare, a leggere la realtà attraverso un filtro oscuro che allarga tuttavia i confini della coscienza e della percezione.
Un viaggio oltre uno specchio nero in un paese delle meraviglie al negativo. Paura, ma anche ironia, disperazione, ma anche passione e l’inesausta voglia di raccontare storie. E poi la poesia: ballate misteriose, filastrocche inquietanti, una voce che sa essere stridula e carezzevole, terrificante e incantata. La poesia di cui Baudelaire si innamorò.

 
Insomma un materiale perfetto per continuare il nostro lavoro su un teatro che, fra gli elementi del suo linguaggio, consideri anche la meraviglia - dopo La Tempesta e dopo Alice Underground - e un materiale perfetto per iniziare la nostra collaborazione con un artista, Theo Teardo, il cui lavoro, a cavallo fra "suono colto e distorsione effettistica”, possa accompagnare la voce di Bruni e le immagini di Francesco Frongia in questo viaggio nella parte oscura della luna.
Edgar Allan Poe è già stato oggetto di ispirazione per molti musicisti, ad esempio Lou Reed con il suo The rave, per citarne solo uno a noi molto caro. Con Teho Teardo vogliamo creare una suite teatrale/musicale che usi tutte le possibilità dei nuovi strumenti multimediali ma che al tempo stesso evochi l’atmosfera remota, il sentore di fiori squisiti e putrefatti che emana dall’opera di Poe. Un viaggio che ci accompagni  dentro le sue parole per farci esplorare i confini, i limiti reali o immaginari delle sue (e delle nostre) ossessioni.»

Tra i testi utilizzati dagli autori: le poesie Il corvo, Annabel Lee e i racconti William Wilson, Eleonora, Il gatto nero, Il cuore rivelatore, Mistificazione (che dà il titolo all’omaggio), Rendez-vous

Elfo Puccini, sala Fassbinder - Orari: mar-sab ore 21.00 / dom 16:30 Prezzi: intero € 32.50 / martedì posto unico € 21.50 / rid. giovani e anziani € 17 – Informazioni e prenotazioni: tel. 02/0066.06.06 - www.elfo.org

Domenica 7 maggio a Forte Marghera, musica elettronica sperimentale con Jasna Velickovic, Kalalunatic e Lecri.

Sarà un evento dedicato alla musica elettronica sperimentale e di ricerca, a chiusura di un laboratorio che dal 5 al 7 maggio 2017 troverà sede a Forte Marghera presso c32 Performing Art Work Space, "casa" per le arti performative nel veneziano e sede dell'associazione Live Arts Cultures. 
Dopo la tre giorni dedicata alle sonorità del Velicon in un workshop tenuto dall'artista serba Jasna Velickovic, da anni impegnata nella cosiddetta "magnetic music", i partecipanti offriranno le loro esplorazioni sonore in un concerto speciale, che si terrà domenica 7 maggio (dalle 21.00). 
L'appuntamento vedrà anche la partecipazione di Kalalunatic, con un live set dedicato all'album "Decapitée" edito dalla netlabel electronicgirls nel 2016; la musicista di Amiens, per sua naturale inclinazione, da anni si muove nel campo dell'improvvisazione libera incrociando diverse discipline artistiche, lavorando stabilmente in ambito teatrale.
Chiuderanno la serata le sonorità indipendenti e techno del djset di Lecri.

Ingresso riservato ai Soci LAC.

***

Domenica 7 maggio
Apertura dello spazio ore 20
Inizio concerti ore 21

C32 Performing Art Work Space
Forte Marghera
Venezia - Mestre

Ingresso riservato ai soci LAC
(Tesseramento 2017 € 5)


 
JASNA VELICKOVIC | VELICON - Restituzione del laboratorio
 
JASNA VELICKOVIC | VELICON - Restituzione del laboratorio
Compositrice, musicista e inventrice, Jasna Veličković si interessa dal 2008 ai vari livelli d'interferenza tra campi magnetici e musica, esplorando la tecnologia e la sua influenza nel mondo dell'arte. Durante la realizzazione della serie Shadow Studies inizia a utilizzare coils e campi magnetici, giungendo all'invenzione di un nuovo strumento musicale: il Velicon.Il Velicon è un sistema adatto alle performance live e all'improvvisazione; dotato di un suono innovativo, puro e trasparente, la sua pratica coinvolge da vicino le relazioni suono-movimento. Nella sua forma attuale, lo strumento è stato sviluppato grazie al contributo di ingegneri come Kostantin Leonenko e Clare Gallagher all'interno di istituzioni come lo Studio for Electro-Instrumental Music di Amsterdam, la Gaudeamus Music Week di Utrecht, il Center for Interdisciplinary Research in Music Media and Technology di Montreal e il Centro de Cultura Digital di Mexico City.

KALALUNATIC - Live set "Décapitée Project"

KALALUNATIC - Live set "Décapitée Project"
Musicista e compositrice francese, lavora principalmente su musica elettroacustica, sperimentale, d'improvvisazione. Negli scorsi dieci anni ha lavorato con compagnie teatrali realizzando varie composizioni. Dopo essersi laureata in letteratura, ha vinto il primo premio per composizioni elettroacustiche al Conservatorio di Marseille (Francia). Ha frequentato l'IRCAM di Parigi e l'INA; ha approfondito la creazione di colonne sonore per documentari con Phonurgia Nova (Arles). Le sue composizioni si rivolgono principalmente al teatro; ha collaborato con: Cie Théatre Inutile (Amiens), Collectif La Glacière (Nantes), Ches Panses Vertes Company (Amiens), Skappa! (Marseille), Buchinger's Boot Marionettes (Marseille) e Arts Nomades (Lessines). A Marsiglia ha creato assieme ad altri compositori, improvvisatori e performer "Collectif 201" con cui si occupa di installazioni sonore interattive. Ha inoltre sviluppato il "Kala Lunatic Project", set di live electronics e improvvisazioni radiofoniche. La sua ricerca musicale si rivolge a nuove forme compositive, in particolar modo nel campo dell'improvvisazione libera (sax soprano, strumenti elettronici) focalizzandosi nell'incrocio di differenti discipline artistiche.
I suoi ultimi lavori "Alpha Canis Majoris" e "Décapitée sono distribuiti da electronicgirls.org
 
LECRI - DjSet

LECRI - DjSet
Co-fondatrice di electronicgirls.org, LECRI scuoterà l'etere con un set dalle sonorità elettroniche ricercate e indipendenti che spazia dalla musica sperimentale alla techno.

mercoledì 26 aprile 2017

Alla galleria VS Arte di Milano, la personale "Luca Vernizzi. Spazio e solitudine", a cura di Chiara Gatti.


Luca Vernizzi. Spazio e solitudine
a cura di Chiara Gatti

5 maggio - 3 giugno 2017
inaugurazione giovedì 4 maggio, ore 18.30



La galleria VS Arte di Vincenzo Panza e Samantha Ceccardi presenta la personale Luca Vernizzi. Spazio e solitudine, a cura di Chiara Gatti, esposta dal 5 maggio al 3 giugno 2017.
A pochi mesi di distanza dalla mostra allestita lo scorso autunno alla Triennale di Milano, l'artista torna con un nuovo percorso dedicato al tema dell'oggetto dipinto.
Fra l'iconografia classica della natura morta e la rilettura in chiave concettuale dell'immagine, spicca una selezione di circa venti lavori recenti accanto a un nucleo di carte, piccoli disegni, studi preparatori e schizzi autonomi in cui l'oggetto rappresenta l'alibi per una indagine sullo spazio che ruota intorno.

Costruttore di forme uniche, maestro della sintesi e della linea pura che incornicia ogni elemento con geometrico rigore, memore della lezione di Cézanne, Vernizzi guarda alla realtà in cerca di una regola che disciplina il visibile; un sistema cartesiano, uno schema metrico, una griglia impalpabile su cui costellazioni di mele o pesche si posizionano come astri in una galassia domestica.
Lo sguardo alla vita feriale, all'esistenza quotidiana; le allusioni alla sospensione del tempo nelle stanze della memoria, sono macro-temi che coronano la sua necessità primaria di dare ordine e valore alla forma pura. Ogni “prelievo” rubato agli scaffali di una cucina, alle mensole di un sottoscala, è proiettato in una dimensione assoluta. Scatole di cartone, ombrelli aperti, sedie, panni, camicie diventano presenze astratte, ritagliate nello spazio vuoto, rarefatto, abbacinante di una tela o di una tavola bianca. 


Chiara Gatti commenta: “La sintassi della composizione è dominata da corpi iconici, mai didascalici, mai narrativi. Vernizzi non insegue il racconto. Ma l'essenza delle cose nella loro eterna solitudine. E ragiona sui meccanismi della visione, sulla natura dello sguardo che vaga in lontananza, affonda in profondità; riflette sul respiro ampio, sull'aria che gira attorno alla materia. Ha bisogno di quest'aria nel suo procedere algido, come se il peso dell'oggetto, la sua presenza fisica, acuisse la propria statura in proporzione allo spazio e al silenzio che lo avvolge. Più spazio, più solennità”.
In questo si percepisce l'eredità della pittura metafisica italiana, sposata a un certo culto dell'oggetto stesso, che fa pensare alla pop art inglese, ai tavoli o alle sedie di David Hockney (Giovanni Testori ha parlato anche di Peter Blake) cui lo avvicinano altresì i ritratti, alcuni esposti in mostra. Condotti con lo stesso lessico rigoroso degli oggetti, sono universi paralleli, entità sospese nell'attesa, figure ipnotiche e isolate nella loro solitudine



Accompagna la mostra un catalogo in italiano e inglese con il testo critico di Chiara Gatti.

Cenni Biografici. Luca Vernizzi, nato a Santa Margherita Ligure nel 1941, è milanese d'adozione. La sua prima mostra, alla Galleria Pagani nel 1968, è stata preceduta dall’attività svolta per alcuni anni come critico d’arte al “Corriere della Sera” dove collabora con Leonardo Borgese. Successivamente, oltre all’impegno di docente all’Accademia di Brera, si dedica alla ricerca artistica, continuando a coltivare l’attività letteraria con pubblicazioni di riflessione estetica e di proposte liriche. Rassegne di sue opere vengono allestite in sedi istituzionali oltre che private, in Italia e nel mondo. Si ricorda la mostra all’Arengario di Milano, oggi Museo del Novecento, patrocinata dal Comune (1979), a Pechino, negli Archivi della Città Proibita, con il patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare (1996), al Centro Culturale Borges di Buenos Aires, con promozione dell’Ambasciata (2004), l’installazione di un monumento in onore di Papa Giovanni Paolo II, al Santuario del Divino Amore a Roma (2011). Nell'autunno del 2016 è protagonista della personale dal titolo “L’inerenza e l’altrove” alla Triennale di Milano, introdotta da testi di Sandro Mancini, Elena Pontiggia, Elisabetta Sgarbi.



Coordinate mostra
Titolo Luca Vernizzi. Spazio e solitudine
A cura di Chiara Gatti
Sede VS Arte, via Appiani 1 - 20121 Milano
Date 5 maggio - 3 giugno 2017
Inaugurazione giovedì 4 maggio, ore 18.30
Orari dal martedì al sabato 15.30 - 19.30
Ingresso libero
Info pubblico Tel. +39 335 8004220 - info@vsarte.it - www.vsarte.it

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

lunedì 24 aprile 2017

Al Teatro Franco Parenti di Milano, la proiezione del video "LE UMANE PAURE" di MARIONI MONICA, regia di Nicolangelo Gelormini.


Giovedì 18 Maggio 2017, dalle ore 19.30, il Teatro Franco Parenti di Milano ospiterà la proiezione del video LE UMANE PAURE di MARIONI MONICA, regia di Nicolangelo Gelormini. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Le Umane Paure è un film d’arte di 14 minuti. È questa la definizione che più si avvicina al risultato dell’incontro fra l’artista Monica Marioni e il regista Nicolangelo Gelormini: non un video d’arte, non un cortometraggio, ma un breve film d’arte. Un incontro in cui le immagini fotografiche prodotte dalla Marioni sono entrate in un processo lavorativo e creativo “altro” e sono divenute un racconto filmico pensato per un pubblico non necessariamente legato all’arte contemporanea, ma neanche abituato alla sola narrazione cinematografica. Monica, oltre che artista, è divenuta attrice ed interprete di se stessa, in un approfondimento catartico del proprio mondo ed in una visione esterna (quella di Gelormini) che le ha consentito una distanza diversa ed una prospettiva nuova attraverso cui mostrare la sua arte.

Le Umane Paure è da considerarsi in continuità con la ricerca dell’artista, rivolta all’indagine sulla psiche e sull’individuo contemporaneo, soprattutto in termini di emotività e nevrosi. La serie di opere da cui origina il progetto filmico si struttura in una sequenza di performance fissate tramite scatti fotografici, nei quali il soggetto è una costante invariabile giustapposta direttamente allo sfondo, in un crudo ed immediato confronto-scontro tra l’artista-individuo e lo scenario-entità secondo una stretta relazione di causa effetto. Le opere intendono rappresentare il rifiuto latente maturato da molti individui nei confronti di diverse realtà, in ambito economico, culturale e morale, utilizzando luoghi ed edifici simbolo quali la Borsa Valori, la chiesa, il cimitero e così via. Simboli che, nella visione dell’artista, sono rei di generare, con la loro immanenza sia simbolica che pratica, stress e insicurezze nell’individuo, che si sente sopraffatto da queste entità percepite come poteri forti acefali contro i quali nulla è possibile. 


LE UMANE PAURE - Il giudizio


LE UMANE PAURE - Il confronto


LE UMANE PAURE - La truffa

La proiezione sarà accompagnata da un talk in cui interverranno con l’artista Monica Marioni, il regista Nicolangelo Gelormini, Maria Savarese, e Igor Zanti.


venerdì 21 aprile 2017

LXI Premio Basilio Cascella 2017 - la Menzogna. In esposizione opere fotografiche e pittoriche dei 30 talenti finalisti delle arti visive.



LXI Premio Basilio Cascella 2017 - la Menzogna
Ortona (CH) - dal 25 aprile al 28 maggio 2017 

Torna il Premio Basilio Cascella, dal 1955 uno dei Premi d'Arte tra i più prestigiosi d'Italia. In esposizione opere fotografiche e pittoriche di 30 talenti delle arti visive finalisti del Premio Cascella 2017.

Il Premio esporrà nuovi talenti delle arti visive. Molti sono stati gli aiuti avuti da artisti affermati quali Marianna Santoni, Andrea Amaducci, Mr Wany, Franco Sumberaz e non ultimo Matteo Basilè, discendente dello stesso Basilio Cascella a cui il premio è intitolato. Quest'anno ospiti i primi due vincitori della sezione International: i fotografi Polo D e José María Ocaña Rizo.

Il Premio ha lo scopo di offrire visibilità a chiunque sia impegnato in una seria ed onesta ricerca artistica, segnalarlo all'attenzione degli operatori dell'arte ed insieme offrire adeguati spazi espositivi e risonanza di critica e di pubblico a livello nazionale ed internazionale.

Tema del LXI Premio Basilio Cascella 2017: la Menzogna.

Periodo: dal 25 aprile al 28 maggio 2017
Sede: Biblioteca Diocesana S. Domenico, Largo Ricciardi, Ortona (CH)

Autori: Polo D, Symbolon, AGA Agnieszka Bak, Riccardo Antonelli, Agostino Bergo, Giulio Calamandrei, Francesca Candito, Leonardo Cannistrà, Norma Carminati, Fabrizio Cordara, Wanda D'Onofrio, Davide Di Fonzo, Ornella Di Profio, Michele Dolci, Carola Eirale, Carmine Esposito, Pino Ferrucci, Diego Gammuto, Salvatore Grisafi, Veronica Liuzzi, Luigina Luzii, Teresa Mancini, Giorgio Nuzzo, José María Ocaña Rizo, Nicola Claudio Palermo, Francesco Palluzzi, Lorenzo Palombini, Alessandro Passerini, Elisa Pietrelli, Paolo Pozzi, Erika Riehle, Monica Seksich, Maria Barbara Tartari, Sara Vacchi, Luisa Valenzano, Valerio Villani, Serena Vittorini, Massimo Volponi.



Alla Galleria Lo Magno di Modica, la mostra “Dei passaggi e dei culmini” di Francesco Balsamo.

Inaugurazione mostra personale

"Dei passaggi e dei culmini" di Francesco Balsamo

29 aprile – 27 maggio 2017

Galleria Lo Magno
Via Risorgimento, 91 / 93 – Modica (RG)

Vernissage: 29 aprile 2017, ore 19


L’artista siciliano presenterà, attraverso i 71 disegni in mostra, l’ultimo periodo creativo frutto del connubio fra disegno e poesia.



Sabato 29 aprile 2017 alle ore 19 sarà inaugurata alla Galleria Lo Magno arte contemporanea di Modica la mostra “Dei passaggi e dei culmini” di Francesco Balsamo.
L’artista (Catania, 1969) presenterà 71 disegni di piccolo formato realizzati a matita, tempera e collage; un inventario di forme, di oggetti, di corpi, in “movimenti” (o relazioni), spesso sfuggenti, non espliciti, addirittura “invisibili”. Sono insomma le premesse dello scrivere in versi che trovano nel lavoro recente dell’artista il loro equivalente figurativo. Balsamo è poeta e disegnatore, e i suoi fogli, scritti o disegnati, accolgono “naturali e perplessi mondi attraversati”.
In occasione della mostra verrà pubblicato un libro/catalogo intitolato “Album dei passaggi e dei culmini”, con una nota di Tobia S. Conti.
“I fatti di disegnare e gli atti di scrivere, nel lavoro di Francesco Balsamo – scrive Conti - sono il tratteggio del tempo, in una sottrazione, probabilmente, senza scampo; una perdita delle cose del mondo, in frammenti sparsi. Una sottrazione che con naturalezza fa la poesia […]
Un foglio di carta è un sismografo, un accogli-mano, uno spazza-tempo […] è tutto lì e allo stesso tempo non è vero, è atto a sparire”.
La mostra rimarrà allestita fino al 27 maggio e potrà essere visitata dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.




 


Biografia
Nel lavoro di Francesco Balsamo si affiancano disegno e scrittura in versi.
Ha pubblicato: “Appendere l'ombra a un chiodo” (“7 Poeti del Premio Montale”, Crocetti 2002); “Discorso dell'albero alle sue foglie” (Stamperia dell'Arancio 2003); “Ortografia della neve” (Incerti editori 2010); “Tre bei modi di sfruttare l’aria” (Forme Libere 2013); “Cresce a mazzetti il quadrifoglio” (Ponte del Sale 2015).
Il suo primo libro di disegni è “Non copiare dagli occhi” (Incerti editori 2012).
Dal 2003 numerose le sue partecipazioni a mostre personali e collettive in Italia e in Europa.


Informazioni:
Galleria Lo Magno – Via Risorgimento 91 / 93 – Modica (RG)
Vernissage: 29 aprile 2017, ore 19
Titolo della mostra: "Dei passaggi e dei culmini"
Artista: Francesco Balsamo
Periodo: 29 aprile 2017 – 27 maggio 2017
Orari: dal martedì al sabato ore 10 – 13 / 16 – 20

Contatti
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tel. +39 0932 763165
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