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martedì 9 febbraio 2016

INTERVYOU. Nel privé con Gian Paolo Serino, intervistato da Marla Lombardo.


Eclettico, irriverente, amante della cultura, dell’arte e delle belle donne. Un intellettuale sui generis, con uno spiccato senso dell’umorismo, in lui va notata sempre la battuta a doppio senso, che, a volte, rasenta la chiaroveggenza. 
Scrive, collabora, lotta, è sicuramente il critico letterario più affascinante e conosciuto d’Italia. La sua creatura più riuscita è “Satisfiction”, il primo free press culturale italiano, che lui ama definire “gratuita ma non scontata” e con cui ha lanciato la formula “soddisfatti o rimborsati”. 

Gian Paolo Serino è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine.

Photographer Credits – Daniele Barraco
  

Gian Paolo critici si nasce o si diventa?

Credo si nasca. Quando ero piccolo e mia madre mi portava in giro approfittando della giornata di sole, Le domandavo sempre “E che piove?”. Avevo già dei dubbi. 



Se io dico “Libro”, tu dici…
Casa. 



Cos'è per te la Cultura?
Entrare nel tempo senza vendersi ai valori del tempo.


Chi riconosci come tuoi simili?
I cani. Sono affezionati, confusi e facilmente delusi.

Gian Paolo ed il suo amico "diletto" Gipi 




 

Quali sono state le tue collaborazioni più importanti?

Ogni collaborazione è importante perché ti toglie qualcosa. Le esperienze non aggiungono nulla. Tolgono e basta. A parte quelle estreme.

Gian Paolo Serino e Vasco Rossi
Roma, “Più Libri più Liberi”
Stile Libero R101, "L'anglo della Cultura"


Come giudichi il Paese ITALIA in genere?

Un’ottima colonia americana.

       

E a Milano, dove vivi e lavori, che scena vedi? Cosa sta succedendo in questa città?

Esco raramente. 



Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Gian Paolo?

 Il mio primo romanzo, “Quando cadono le stelle”, che esce il 18 maggio 2016 per Baldini e Castoldi editore. 



Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.

 Trasparente, ingenuo, critico


Qual è il tuo motto?

 Fuga dalla libertà




Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
Non avere più vizi è il più grande vizio che un uomo si possa concedere.


Che cos’è per te “essere estremo”?
Alzarsi al mattino. 


 

 

Qual è la tua più grande paura?

Che la gente mi veda come io vedo la gente



La tua coscienza è più apocalittica o più integrata?

Integralmente apocalittica 

 Photographer Credits – Nino Saetti

Photographer Credits – Nino Saetti

 Photographer Credits – Nino Saetti
 

Cosa fa Gian Paolo quando non è “Gian Paolo Serino”? Come trascorri i tuoi giorni, e, 
soprattutto, le tue notti?

Mi prendo una vacanza da me stesso. Un tempo vivevo di notte. Adesso sono anni che dormo presto e mi sveglio presto. Non credo che per il sesso estremo sia necessaria l’oscurità. Anzi. 


"Salvo nei giorni
in cui ho gli occhi stanchi
io dentro di me
da qualche parte
mi vedo sempre come
quando ero bambino.
Parlo e ragiono di me
con me bambino,
da bambino.
Faccio e disfaccio
mille sogni,
analizzo nei dettagli
i miei bisogni,
bisogni di bambino
mai diventato grande.
"

(Da Federico Roncoroni, “Nella deriva del tempo”, ES, Milano 2007)









Se volete saper di più su Gian Paolo Serino, seguitolo sui suoi canali social…

"Ho visto umani che Voi cose non potrete mai capire.
Photographer Credits – Nino Saetti  

                                                                                                                        


6 commenti:

  1. È più che fighissimo... È cool!

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  2. Garbato, ironico e tagliente...quasi quanto un rasoio del Ladakh..posto che non conosco i rasoi del Ladakh..Great Gps..respect...

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Gian Paolo Serino è una persona di rara trasparenza. Diretto, ironico, dotato di un'intelligenza rara che affascina. La sua forza è la simpatia, la sua immensa autoironia e una notevole dolcezza che non maschera. Personalmente, da un punto di vista umano lo trovo adorabile. Come critico, fantastico. Come scrittore lo dirò dopo aver letto il suo libro. Attendo impaziente di possederlo. Il libro, s'intende.

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