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giovedì 14 dicembre 2017

Allo studio One Lab Contemporary di Ripatransone, la mostra d'arte personale di Mario Vespasiani.

MARIO VESPASIANI
nubivagant

inaugurazione sabato 23 dicembre ore 17,00

One Lab Contemporary
Ripatransone



Mario Vespasiani dopo la mostra al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle e la recente presentazione della sua trilogia alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, prosegue col progetto nubivagant - che sarà inaugurato sabato 23 dicembre nello studio One Lab Contemporary di Ripatransone - la sua particolare riflessione sul tema del cielo che dall'arte tocca la scienza, l'astronomia e la teologia. La sua ricerca nel corso del tempo ha esaminato i temi principali della pittura, dal ritratto al paesaggio, dagli animali alla natura morta, dai moti spirituali al genere astratto, con una particolare attenzione al ruolo dei simboli, in quanto ogni immagine è intesa come una soglia in grado di condurre a nuovi livelli di significato. Vespasiani presenta in questa occasione parte delle sue ricerche che guardano verso l'alto, in cui sembrano riflettersi tutti gli aspetti della vita quotidiana, attraverso proiezioni inconsce che possono risultare oscure e indecifrabili come rivelative e illuminanti.

Saranno in mostra opere che riguardano i simboli cari a Vespasiani che hanno un più o meno evidente riferimento col cielo: quali le stelle, le eclissi, le nuvole, il vento, la tempesta, il fulmine, il colore blu, l'albero, l'oscurità, le lacrime, i velivoli o personaggi come Giuseppe da Copertino il santo dei voli, il capitano Nobile, la Regina del cielo. Anche l'installazione delle opere si distacca dall'allestimento minimalista adoperato in passato, per divenire un laboratorio alchemico dove le tele si toccano e si sovrappongono, come ad unire i vari piani e i diversi punti di partenza. La scelta del termine inglese nubivagant ha significato per Vespasiani concentrare in una parola il senso di immaterialità e movimento, di ascese e vertigini, per portare a leggere l'opera più con i sensi che con la ragione, emancipando il quadro dal suo impatto immediato, dall'immagine che convenzionalmente abbiamo assegnato ad ognuno di questi temi. Fare oggi pittura per Mario Vespasiani vuol dire fare esperienza della figurazione al suo limite, vuol dire mostrare l'energia della creazione stessa, l'eccesso che la abita e che spalanca la visione su un altrove dove la figura si carica di forza e mistero.

Vespasiani adopera spesso il termine di "risonanza" per descrivere i suoi lavori, come richiami ad una dimensione sacra in cui tutti gli elementi sono in contatto tra loro. La sua particolare cifra espressiva, la via del colore, è attenta perfino alle fioche luci sull'orizzonte o delle profondità dell'universo, focalizzandosi più che su una precisione fotografica sulla densità segnica, che si scioglie o si addensa, abbaglia o inghiotte. Questo tipo di memoria non è mai obiettiva, perché stimola un'interpretazione: non ci chiede cosa ci ricorda quello che stiamo vedendo, ma come reinterpretarlo, come renderlo nuovamente vivo: nubivagant è allora l'incontro del tempo trascorso con un altro tempo, è quel flashback, che ravviva più che il passato il pensiero. I volti e gli oggetti perdono sostanza, caricandosi di colori, delle tonalità a noi contemporanee. Le opere, frammenti di una totalità, chiedono di essere seguite, poiché vagano verso un centro comune, coscienti che la finalità ultima di ogni cosa è di vibrare all'unisono, per ritrovare la concretezza dell'insieme.

Il simbolo ha la capacità di unire entità contrastanti, di mantenere una vitalità e un'ambiguità che ancora oggi intreccia connessioni dal passato al presente con l'esistenza in tutte le sue forme ed è proprio nell'attraversare lo sguardo di Mario Vespasiani che questi soggetti diventano "immagine senza tempo" in un percorso che gli spettatori sono invitati a compiere,
perché l'arte non è un intrattenimento bensì la possibilità di incontrare ciò che esiste dentro noi stessi, con cui ancora non abbiamo familiarizzato.


One Lab Contemporary
Corso Vittorio Emanuele 32-34
63065 Ripatransone AP - Italy

periodo: 23 dicembre - 28 gennaio 2018
orario: è possibile prenotare la visita a info@mariovespasiani.com

“Pelle”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di Mastro, a cura di Massimiliano Bisazza.

 
“Pelle”
 
Mostra personale d'arte di:
Mastro

A cura di Massimiliano Bisazza
Opening:  24 gennaio 2018 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 6 febbraio 2018 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


Le opere di Mastro sono l'enucleazione di potenti metafore intimiste e talvolta violente. Sono tele in torsione, tese in senso incavo o convesso e riportano il fruitore all'idea della pelle che per associazione  si collega alle asperità e alle depressioni insite appunto nelle opere stesse.

I suoi lavori artistici, che ama definire “Architele” sono l'espressione creativa nell'arte visiva di quei tormenti tipici del vivere umano. La pelle/tela è così estrinsecata in modo esplicito che sembra voglia gridare metaforicamente, rivendicare il suo status quo, cioè l'esserci dal passato ma con un sottile equilibrio tra l'oggetto rappresentante - la tela - e quello rappresentato in senso antropomorfo - la pelle appunto - .



Il tormento e la sofferenza sono quindi fortemente presenti nella poetica di Mastro e si palesano cromaticamente sotto forma di bianchi e neri, che ci riportano alle luci e alle ombre, dove l'angolo illuminato dalla luce e la prospettiva sul manufatto artistico danno diverse visioni dell'oggetto; diversi punti di vista.



Tutto è ambiguo, volutamente ripercorre le pulsioni umane, un viaggio nel proprio e nell'altrui intimo, spesso contaminato da disagi esistenziali che evocano nell'osservatore momenti suggestivi di vita propria. Brandelli di esistenze si affacciano dall'opera d'arte che a sprazzi echeggia lacerti di rossi, quasi a volerci rammemorare sofferenza, amore, passione, rabbia.

Interessante è la metafora della vita  che è insita in modo del tutto originale nelle opere d'arte di Mastro: sottolinea la mutevolezza delle cose; nulla è solo bianco o nero dunque ma cangiante in base all'inclinazione e all'intensità della luce. L'equilibrio tra luci e ombre fa da padrone in tutta la mostra.



Gli oggetti sferici che emergono o rientrano dai supporti sono dunque  la mimesi della variabilità della realtà oggettiva grazie al riflesso ivi contenuto.

Degno di nota è sicuramente il collegamento sottaciuto volutamente ma evidente ai miei occhi relativo alla body-art, dove le mutazioni del corpo, le perforazioni, i piercing sono esempi palesi di arte che domanda sangue e sofferenza al fine di esprimersi concettualmente e talvolta velatamente nelle opere di Mastro.

Molti titoli, spesso creati in modo del tutto spontaneo, ci restituiscono i significanti ed i significati di noti testi di canzoni rock che secondo parallelismi surreali e inconsci sono evocativi dei contenuti itineranti in tutta la mostra.


Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)
info@statuto13.it
www.statuto13.it
www.facebook.com/statuto13

“Natale con l’arte in Via della Spiga”, Guido Cicero espone a Milano nel “quadrilatero” della moda.


Dal 15 al 31 dicembre un’opera dell’artista modicano Guido Cicero, dal titolo “Esser donna”, sarà esposta in mostra nei locali della Galleria d’arte contemporanea D Studio, in Via della Spiga 7, nell'ambito della collettiva “Natale con l’arte in Via della Spiga”, a cura di Giorgio Gregorio Grasso, critico d'arte e curatore di alcuni padiglioni della Biennale di Venezia. La mostra sarà inaugurata venerdì 15 alle ore 18, alla presenza dell’artista modicano. Hanno assicurato la loro partecipazione anche diverse Associazioni di siciliani a Milano, tra cui "Casa Giara" con il suo presidente Pippo Puma.
Per Cicero si tratta di un’importante vetrina, dal momento che lo spazio espositivo ha sede in una delle vie più lussuose dello shopping e dell'alta moda, nel celebre “quadrilatero” milanese. L'invito a esporre è arrivato a compimento di un anno ricco di soddisfazioni per l’artista modicano, che ha già “collezionato” la partecipazione alla mostra allestita a Palazzo Ca' Zenobio degli Armeni a Venezia nell'ambito della 57 Biennale e al "Premio Internazionale d'Arte Contemporanea" della MAG - Mediolanum Art Gallery di Padova. L’opera esposta vuole essere appunto un omaggio alla donna, nel cuore milanese dell’alta moda.


“Esser donna”, dipinta con colori acrilici su tela, è stata realizzata in occasione della scorsa giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ritrae una figura femminile assorta nei suoi pensieri. L’artista affida la trasposizione su tela di tali sentimenti ed emozioni ai veloci colpi di pennello, agli spruzzi di colore e alle tinte accese che “illuminano” lo sfondo scuro, aprendo un varco che consente allo spettatore di cogliere l’anima e l’essenza del soggetto rappresentato. Nel suo stile pittorico si fondono, in una sintesi originale, suggestioni del post impressionismo e dell'astrattismo, del dripping pollockiano e del realismo.

Inoltre, alcune opere di Guido Cicero dedicate al binomio arte ed eleganza si potranno ammirare dall'8 al 25 dicembre nelle vetrine del negozio di abbigliamento Azzarrelli, sul Corso Umberto I a Modica.

Info e contatti
sito web: http://guidocicero.guidocicero.it/
mail: guidocicero52@gmail.com
cell: 338 8614677

MONDI FANTASTICI. A Palazzo Zacco di Ragusa, la mostra collettiva a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci.


MONDI FANTASTICI
Palazzo Zacco
, via San Vito 158 - Ragusa
a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci
inaugurazione mercoledì 20 dicembre ore 18.00
20 dicembre 2017 - 24 febbraio 2018

Il Comune di Ragusa in collaborazione con l’Associazione Aurea Phoenix e il Magazine Frattura Scomposta organizza la mostra "Mondi Fantastici" dal 20 dicembre 2017 al 24 febbraio 2018 presso la Civica Raccolta “Carmelo Cappello”, museo d'arte contemporanea Palazzo Zacco di Ragusa.
 
La rassegna, a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci, intende riflettere sugli infiniti mondi, a cavallo tra la realtà e il sogno, evocati dall’immaginazione degli artisti: “Mondi fantastici".
 Realtà parallele a volte insolite, altre identiche alla nostra se non in ragione di un quid impercettibile che, modificandole, le rende differenti. Fantastici mondi sono i sogni, ma a volte anche le fedi, le credenze sui costumi e sulle origini del cosmo che gli uomini professano sin dai tempi antichi: un sogno composto da più sogni così inspiegabilmente coeso da fungere da sfondo alle esistenze individuali. Posto che i mondi fantastici riflettono il reale, ma non c’è alcun obbligo in tal senso, spesso in essi le leggi della plausibilità sono ignorate. Tutti gli eventi che non si sono mai svolti e mai si svolgeranno vi accadono liberamente. Tutte le idee vi hanno cittadinanza, tutte le aspirazioni.
Prima fra tutte la certezza – così stranamente radicata negli artisti – che il vero, il bello, persino ciò che è buono siano oggetto di invenzione”.
Estremamente significativa la rosa degli artisti invitati: Calusca, Elisa Anfuso, Giovanni Robustelli, Ilaria Del Monte, Miriam Pace, Momò Calascibetta, Sergio Padovani, Vania Elettra Tam, Vanni Cuoghi.
 








 

orari: 
da martedì a sabato 8.30/14.00 - 15.00/18.00 
chiuso lunedì, domenica e festivi
info:
andreguast@yahoo.com
Tel. +39 0932 684780
ingresso libero
catalogo in mostra

giovedì 7 dicembre 2017

“Past Euphoria Post Europa” . Al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, la presentazione del libro del fotografo Fabio Sgroi.




Presentazione del libro “Past Euphoria Post Europa
di Fabio Sgroi
20 dicembre ore 17.30
Centro Internazionale di Fotografia (Palermo)


In collaborazione con il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo e il Goethe- Institut (Palermo), CROWDBOOKS è lieta di invitarvi alla Presentazione del volume “Past Euphoria Post Europa” del fotografo Fabio Sgroi: un progetto a lungo termine, che raccoglie 74 scatti all’interno dello scenario politico ed economico europeo. Un viaggio che coinvolge 14 paesi; un percorso visivo che racchiude la quotidianità, in una società che è stata attraversata da un forte cambiamento, dovuto ai violenti effetti delle dinamiche geopolitiche, dalla caduta del Muro di Berlino all’allargamento dell’Unione Europea.
Come scenario, luoghi simbolo: piazze, statue, campi di concentramento, strade, muri e caserme, che fanno da cornice ai volti, agli sguardi e ai gesti di chi vive il presente in quei posti, segnati allo stesso tempo dal ricordo del passato e della modernità, capaci di mostrare euforia e di cadere nella malinconia. Il libro intende rappresentare il clima e la tensione generale che si vive  a est, sia nei paesi che fanno già parte della Comunità Europea, sia in quelli confinanti, che vivono uno stato d’attesa. 


Il volume, con la prefazione di Giovanna Calvenzi, è stato pubblicato attraverso la campagna di crowdfunding della piattaforma Crowdbooks.

Dopo la presentazione ci sarà il book signing con il fotografo che firmerà le copie del libro e una degustazione offerta gentilmente dallo sponsor tecnico Tasca D’Almerita.


Intervengono:

Letizia Battaglia, Fotoreporter e Direttrice Artistica del Centro Internazionale di Fotografia
Aurelio Angelini, Docente di Sociologia dell’Ambiente al Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo
Stefano Bianchi, Editore e Fondatore della piattaforma Crowdbooks
Davide Camarrone, Scrittore e Giornalista Rai
Delfina Santoro, Curatrice del libro
Heidi Sciacchitano, Direttrice del Goethe-Institut Palermo
Fabio Sgroi, Fotografo e Autore di “Past Euphoria Post Europa”




BIO
 Fabio Sgroi, nato a Palermo nel 1965.
Si avvicina alla fotografia nel 1984 da autodidatta, scattando fotografie ai suoi amici, giovani vicini alla musica punk e all’underground; nel 1986 per due anni entra a far parte dell’agenzia di Letizia Battaglia e Franco Zecchin, Informazione Fotografica, per conto del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Fin dall’inizio il suo lavoro si concentra sulla Sicilia documentandone la vita di tutti i giorni, le cerimonie religiose e le varie celebrazioni.
Ha viaggiato e lavorato in tutta l’Europa e in diverse parti del mondo. Nel 2000 si è focalizzato sulla paesaggistica e sull’archeologia industriale in formato panoramico. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali, sia in Italia che all’estero.







crowdbooks.com
fabiosgroiphoto.com

Sasha Taormina
Ufficio Stampa Crowdbooks
mob: +39 3339023456
sasha@crowdbooks.com

Cous Cous Klan. All'Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo, in prima nazionale, di Carrozzeria Orfeo.

 


12 /31 dicembre sala Shakespeare, Elfo Puccini

Cous Cous Klan
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
scene Maria Spazzi, costumi Erika Carretta
musiche originali Massimiliano Setti
con Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros
Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
voce fuori campo Andrea Di Casa
luci e direzione tecnica Giovanni Berti
una coproduzione Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, Marche Teatro
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana e Corte Ospitale – residenze artistiche
prima nazionale

Tour: 10/28 gennaio Teatro Eliseo, Roma - 14/18 febbraio Teatro Sperimentale, Ancona
25 febbraio Teatro Lac, Lugano - 1 e 2 marzo Teatro dell’Archivolto, Genova

In tutto il mondo l’acqua è stata privatizzata. Ormai da dieci anni, fiumi, laghi e sorgenti sono sorvegliati dalle guardie armate del governo, che non permettono a nessuno di avvicinarsi alle fonti idriche.
Il divario tra ricchi e poveri è allarmante e mentre i primi vivono all’interno delle cosi dette recinzioni, ovvero città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere di sicurezza, i secondi tentano di sopravvivere al di fuori di esse lottando ogni giorno contro la mancanza di cibo e di acqua.
In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto, all’interno della quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Nella prima ci vivono tre fratelli orfani: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, e Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo. Nell’altra roulotte ci vive Mezzaluna, precario compagno di lei, un musulmano, immigrato in Italia ormai da dieci anni, che per sopravvivere seppellisce rifiuti tossici per un’associazione criminale di giorno e lavora come ambulante di notte. Presto alla comunità, già logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali per la sopravvivenza, si aggiungerà Aldo, un medio borghese, elegante e maturo, che dopo un grave problema famigliare si è ritrovato a dormire per strada. Ma a sconvolgere il già precario equilibrio di questa comunità sarà Nina, una ragazza ribelle e indomabile, un’anima sospesa ed imprevedibile, che si rivelerà al tempo stesso, il più grande dei loro problemi e la chiave per il loro riscatto sociale.



Note di regia
Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta. La comune mancanza d’amore dei protagonisti delle nostre storie porta i dialoghi all’eccesso e all'isteria evidenziando gli aspetti tragicomici di esistenze che commuovono e fanno ridere nello stesso istante. I loro tormenti emotivi amplificano il loro aspetto umano, raccontando una realtà spinta all’assurdo che, però, attiene al nostro quotidiano. Uno stile “eccessivo” che, trasformandosi in provocatorio realismo, cerca un divertimento mai gratuito e fine a se stesso. Un punto di vista sul mondo e sul presente nel tentativo di non farsi mai imprigionare dalla retorica o da inutili moralismi.
Come compagnia, infatti, portiamo avanti da anni un lavoro di costante ricerca sulla mescolanza dei generi, con l'obiettivo di fondere l'ironia alla tragicità, il divertimento al dramma, in una continua escursione fra realtà e assurdo, fra sublime e banale. Ci interessa muoverci sul fragile confine dove, all'improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.

CARROZZERIA ORFEO
Carrozzeria Orfeo: un nome che nasce dalla contrapposizione di parole tra loro molto diverse. La concretezza di una carrozzeria e il simbolo dell’arte. La fatica del mestiere, il sacrificio e la manualità dell’artigiano, e allo stesso tempo la volontà di vivere un’esperienza onirica. Alla base della poetica della Compagnia, che alla produzione di spettacoli alterna l’attività di formazione, c’è la costante ricerca di una comunione tra un teatro fisico ed una drammaturgia legata a tematiche della contemporaneità all’interno della quale l’emotività, l’immediatezza e il rapporto con il pubblico rivestono un’importanza fondamentale. L’osservazione della realtà spinge il percorso drammaturgico di Carrozzeria Orfeo nel suo esplorare diversi territori di scrittura, recitazione, messa in scena, senza tralasciare la formazione, trovando ispirazione nelle storie e nella cronaca del proprio tempo.
Attualmente Carrozzeria Orfeo è impegnata nella nuova produzione COUS COUS KLAN e sta sperimentando nuovi ambiti come il cinema. A ottobre è stato girato infatti il primo film di Gabriele Di Luca, di prossima uscita, tratto dallo spettacolo teatrale Thanks for Vaselina e prodotto da Casanova Multimedia.
Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, Massimiliano Setti e Gabriele Di Luca, insieme a Luisa Supino, costituiscono nel 2007 la compagnia Carrozzeria Orfeo, di cui sono autori, registi ed interpreti dei propri spettacoli, dei quali curano anche la composizione delle musiche originali.
Nel 2007 danno vita al loro primo spettacolo NUVOLE BAROCCHE, ispirato all’omonimo album e alla canzone Le nuvole di Fabrizio De André, che nello stesso anno ha ricevuto la Menzione Speciale al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e nel 2008 la Menzione Speciale al Premio Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia.
Nel 2008 debutta GIOCO DI MANO, viaggio surreale attraverso vita, amori e miracoli di quattro diverse generazioni e nel 2009 SUL CONFINE, vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”, in cui tre uomini raccontano la storia di una guerra, non importa “di chi contro chi” ma quella che si gioca sempre al limite,
Nel 2011 debutta IDOLI, testo finalista al Premio Hystrio per la Drammaturgia 2011 e vincitore come miglior spettacolo della Rassegna Autogestito al Teatro Quirino di Roma, ispirato al saggio I vizi capitali e i nuovi vizi di Umberto Galimberti.  
Nel 2012 debutta ROBE DELL’ALTRO MONDO, amara e paradossale denuncia sociale sulle paure metropolitane che condizionano la nostra quotidianità e le nostre relazioni, spettacolo nato all’interno del Progetto ROAAAR (vincitore del bando Creatività Giovanile della Fondazione Cariplo).
Nel 2012 vincono il Premio Nazionale della Critica come migliore compagnia e il bando fUNDER35 finanziato dalla Fondazione Cariplo.
Nel giugno 2013, al Teatro Romano di Spoleto, dalle mani di Franca Valeri, viene assegnato a Gabriele Di Luca il Premio SIAE alla Creatività 2013 come migliore autore teatrale.
Ad agosto 2013 al Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria debutta THANKS FOR VASELINA, dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari, vincitore del Last Seen 2013 di KLP come migliore spettacolo dell’anno, una coproduzione Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria.
A giugno 2015 ricevono il Premio Hystrio-Castel dei mondi 2015.
Nel 2015 al Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria debutta ANIMALI DA BAR prodotto da Fondazione Teatro della Toscana, vincitore del Premio Hystrio Twister 2016.


Dal 12 al 31 dicembre – Sala Shakespeare Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì / sabato ore 21.00, domenica e martedì 26 dicembre ore 16.30 – Riposo: 24 e 25 dicembre Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org

Replica speciale 31 dicembreCous Cous Klan + Cous Cous party (cous cous, cotechino, lenticchie, panettone e mascarpone) e brindisi di mezzanotte con la compagnia € 70.
Offerta  speciale doppio spettacolo: Una patatina nello zucchero (ore 19.30) + Cous Cous Klan (ore 21.00) + Cous Cous party e brindisi € 75

mercoledì 6 dicembre 2017

INTERVYOU. Nel privé con Luca Melilli, intervistato da Marla Lombardo.


Una personalità creativa e onnivora, permaloso quanto basta ma sincero.
Quando si mette in testa un’idea, e sa che è quella giusta, difficilmente puoi contraddirlo.
Ma è così chi difende l’originalità e la perfezione. 
 
Il suo rapporto con la vita lo definirei "una bellissima storia d'amore”.
A lui, in effetti, dicono tutte di sì.

La passione è la qualità che lo contraddistingue, nel lavoro, negli affetti, nelle cose belle.

Luca Melilli è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine 




Premesso che pretendo risposte che vanno in profondità, e non in lunghezza, chi è Luca Melilli?
Luca Melilli è un professionista serio e affidabile. Un amico presente e puntuale. Un uomo estroverso e testardo. Un compagno orgoglioso e sincero. Un bambino mai cresciuto, però, che non ha mai smesso di sognare.


Luca designer si nasce o si diventa?
Designer si diventa; tuttavia un’attitudine alla creatività è indispensabile. E, ovviamente, tanto tanto sacrificio mosso dalla passione.


Quando hai cominciato ad approcciarti al meraviglioso mondo del Wedding, come è nata questa tua
passione o qual è stata la spinta per cominciare?
Era il 2006 e, per un esperimento universitario, misi all’asta la mia fronte su ebay come spazio pubblicitario per le aziende (google ndr) e fui addirittura invitato da Maurizio Costanzo in una puntata dedicata ai “nuovi mestieri”. Lì conobbi un wedding planner, il resto è storia…





Se io dico “Immaginazione”, tu dici…
Usare le posate e avere immaginazione sono le uniche qualità che ci differenziano dagli animali. È l’immaginazione che mi consente di creare, inventare, capire…


Cos'è per te la Bellezza?
La bellezza è equilibrio di forme, armonia di colori; la bellezza è anche il rigore della giustizia e la gratuità del perdono.



Chi riconosci come tuoi simili?
I miei simili sono coloro con i quali condivido scelte, tempo, lavoro, amicizia.


Quali sono state le tue collaborazioni più importanti?
Sicuramente aver collaborato al G7 per il Presidente Trump è stata l’esperienza più “surreale”, quasi unica. Poi anche il Taormina Film Festival mi ha dato grandi soddisfazioni e la cena di gala Telethon a Roma lo scorso ottobre; tuttavia ogni piccola collaborazione, per me, è uno scrigno da custodire, un tassello che si aggiunge al disegno della mia vita professionale.

  

Secondo te, cosa ci definisce? Ciò che siamo o ciò che facciamo?
I biologi dicono che noi siamo quello che mangiamo; i sociologi affermano che siamo quello che facciamo. Io credo che noi siamo quello che leggiamo.


Come giudichi la SICILIA in genere, che scena vedi?
La Sicilia è come quella sposa eterea, bellissima, vogliosa, colta ma che ha bisogno di grandi e forti attenzioni per scatenare in noi sempre nuove emozioni.


Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Luca?
Il futuro non ci appartiene ancora; i progetti sì. Credo che finirò delle collaborazioni di lavoro già in corso d’opera. Ne sentirete parlare presto, molto presto. Una data, comunque, è già scritta nell’agenda: 15 settembre 2018, il giorno del mio 40° compleanno!


  

Qual è il tuo motto?
Il mio motto: se mi giudico credo di valere poco; se mi confronto credo di valere moltissimo.


Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
Il mio vizio preferito in assoluto è la voglia di viaggiare. La mia virtù più grande è avere scelto grandi amici. Nessuno, del resto, è perfetto…


Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.
Permaloso, brillante e puntiglioso. Ovviamente prima di risponderti, ho fatto un sondaggio tra i conoscenti …








Che cosa ami di più?
Amo di più la ricerca della scoperta, sia essa un luogo esotico, un lavoro da trasporre in una location, un nuovo sapore. E poi su tutto la mia famiglia, non riuscirei a farne a meno…


Qual è la tua più grande paura?
Fino a poco tempo fa avrei risposto la paura di essere inadeguato in determinate circostanze, oggi mi sento di dire che la mia più grande paura è quella di essere potente al di là di ogni misura. È la nostra luce, e non la nostra oscurità, ciò che più ci spaventa.


Che cos’è per te “essere estremo”?
Sembrerebbe un controsenso ma essere se stessi è ciò che di più estremo possiamo permetterci. Noi, con tutti i nostri difetti e i nostri pregi, senza convenzioni, senza maschera alcuna. Punto!

 

Cosa fa Luca quando non è “Luca Melilli”? Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?
Luca non smette mai di essere Luca Melilli. In ogni aspetto della mia vita metto sempre un po’ di me, dal lavoro ai rapporti sociali, dalla famiglia agli amici. Mi sento di dire, piuttosto, che quando svesto i panni di Luca Melilli Wedding Designer, con piacere, mi trasformo in Luca Melilli l’amico. Il mio lavoro, purtroppo o per fortuna, non mi lascia molto tempo libero. Quando per gli altri è festa, il weekend ad esempio, per me è lavoro. Quando per gli altri estate è sinonimo di ferie, per me è sempre lavoro. Ecco perché amo a dismisura i miei amici: con loro,  che sia novembre, gennaio o agosto, è sempre estate. Oggi non so se le notti brave mi appartengano ancora, di sicuro sto bene davanti ad un aperitivo mentre godo delle chiacchiere delle persone che più amo…


 


 Se volete sapere di più su Luca Melilli, seguitelo nei sui canali social...

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